Bean, il modello Athletics e le attuali strategie di web marketing.

 

La stagione 2002 degli Oakland Athletics è stata portata nelle sale cinematografiche, nel 2011, con il film di Bennet Miller Moneyball.[1].

L’elemento principale che il film racconta è il cambio di paradigma, voluto e tracciato dal team manager della squadra Billy Beane (Brad Pitt), nella pianificazione della campagna acquisti della società: gli Oakland Athletics, infatti, erano il club più piccolo dell’intera Major League, in termini di bilancio e budget di spesa.

In termini pratici, la strategia degli Athletics era quella di smettere di analizzare le prestazioni ed il valore tecnico del singolo giocatore e concentrarsi sulle KPI (Key Performance Indicator) necessarie a vincere le partite: in particolare sulla capacità del giocatore di ‘andare in base’, ovvero di avanzare lungo il diamante di gioco fino alla casa base e segnare il punto, disinteressandosi se il giocatore batta numerosi homerun durante la stagione o compia giocate spettacolari che lo rendono beniamino del pubblico: l’importante è segnare.

In una delle scene del film, Bean parla con quello che diventerà poi il suo vice ad Oakland, Peter Brand (Jonah Hill). Peter Brand è un personaggio di fantasia (parzialmente basato sul vice di Bean, Paul DePodesta) ed in quel momento lavora come semplice analista per un altro team della lega, molto più ricco degli Athletics.

Nel dialogo Brand lamenta l’enorme incompetenza che, a suo dire, pervade l’ambiente dei manager di baseball, è convinto del fatto che vi sia un’enorme errore di comprensione di ciò che realmente avviene sul campo di gioco e lancia l’affermazione che è centrale nello spiegare il modello Athletics: “Lo scopo non dev’essere comprare giocatori, dovrebbe essere comprare vittorie.” (Your goal shouldn’t be to buy players. Your goal should be to buy wins).

La strategia di Bean e Brand porterà la squadra a realizzare il record della più lunga striscia ininterrotta di vittorie, a raggiungere le World Series (le finali di campionato) e sarà, presto o tardi, adottata da tutti gli altri franchise della MLB.

Il film offre un calzante parallelismo circa quello che avviene oggi nell’ambito della pianificazione delle campagne di web marketing: le committenze, o anche, spesso, gli stessi professionisti del settore, restano focalizzate sulla portata numerica, in termini di visite, followers ed impressioni, o, ancora peggio, sulla pura e semplice qualità dei contenuti pubblicati: questo è, semplicemente, non comprendere quali siano i veri obiettivi della comunicazione online.

Comprando una campagna di web marketing, qualsiasi azienda, non dovrebbe comprare post, contenuti, copywriting o visibilità: dovrebbe comprare fatturato.

Tutte le scelte su cosa pubblicare, con quale cadenza, su quali canali e con quale impegno economico in termini di sponsorizzazione, deve essere, sempre, subordinato al ritorno in termini di vendite ed di performance aziendali.

 

Riferimenti


[1] – Moneyball – L’arte di vincere.